Ricerche Templari

Le Origini

Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam
 

 

 

Nascita dell'Ordine Templare

 

La nascita dell’Ordine del Tempio è legata alle vicende del Regno Latino di Gerusalemme.  Dopo il Concilio di Clermont (27 Novembre 1095), al termine del quale il Papa Urbano II lanciò il famoso appello che diede il via alla prima crociata per la liberazione di Gerusalemme dagli infedeli, al grido di “Deus le volt” alcuni animati da sacro furore religioso, altri per spirito di avventura e voglia di conquistare nuovi territori, spesso privi di organizzazione, partono alla volta della Terra Santa.

Molti di essi  non vi arrivarono mai: furono massacrati prima di giungere a destinazione (famosa fu la spedizione del monaco predicatore di Amiens, conosciuto come Pietro L’Eremita e quella di Gualtiero Senz’Averi entrambe finite tragicamente). Solo dopo il 1097 si giunse all’organizzazione di un vero e proprio corpo di spedizione militare , il cui comando venne affidato a Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena, che era partito seguito da numerosi altri nobili francesi, fiamminghi e dell’Italia meridionale. Si seguirono ben 4 diversi itinerari. Dopo le note vicissitudini, nel 1099 nel mese di Giugno i 4 gruppi raggiungono i pressi di Gerusalemme.  La città, considerata una delle più grandi fortezze del Medio Evo, capitolerà  solo il 15 luglio 1099 dopo un feroce assalto al quale seguì un  grande massacro : vennero uccisi mussulmani, ebrei nonché parte della popolazione che aveva trovato rifugio nella moschea di al - Aqsa. Si apprende da Runciman che Raimondo di Aguilers che la mattina del 16 si era recato nell’area del Tempio dovette farsi strada fra i cadaveri e con il sangue che gli arrivava alle ginocchia. Le terre che furono occupate furono divise in stati diversi assegnati ciascuno a un sovrano che provvide a dispensare benefici e privilegi ai propri fedeli secondo le vigenti consuetudini feudali.

Il regno di Gerusalemme, la Contea di Edessa, il Principato di Antiochia e la contea di Tripoli dettero vita a quelli che conosciamo col nome di  Stati Latini d’Oltremare o più semplicemente l’Outremer.

La conquista di Gerusalemme significò per molti crociati il ritorno in patria, per altri la scoperta di nuovi ricchi mercati e proficua ricchezza con i commerci. Solo un esiguo contingente militare era rimasto all’interno delle terre conquistate : tutt’intorno a loro gli infedeli, che ripresesi dalla sconfitta, avrebbero certamente tentato la riscossa. Il successo dell’impresa in Terra Santa aveva richiamato nuovamente pellegrini, che ripresero ad affluire sempre più numerosi. Su tutto il territorio conquistato erano disseminate numerose costruzioni di difesa presidiate da piccoli contingenti di guerrieri che avrebbero dovuto garantire ai pellegrini protezione durante gli spostamenti. In molti territori era impossibile girare senza una scorta armata. Tuttavia l’unica soluzione che avrebbe ovviato a tale inconveniente, la costituzione cioè di una milizia efficiente che risiedesse  stabilmente in Terra Santa, preposta alla sicurezza interna e alla difesa dei confini e che pattugliasse le strade proteggendo i pellegrini, era fortemente osteggiata dalla nobiltà locale per contrasti di potere tra i capi dei costituendi stati. Un esercito avrebbe dovuto giurare fedeltà ad un sovrano e questi, avendo la fedeltà dell’esercito, avrebbe potuto ottenere la supremazia sugli altri utilizzandolo per scopi personali di conquista. A risolvere tali problemi giunsero provvidenziali a Gerusalemme un gruppo di nove cavalieri.

Nessun contemporaneo, purtroppo, ritenne tale evento così importante da documentare in qualche modo la prima fondazione del futuro Ordine del Tempio. Questa venne descritta in seguito da tre cronisti della seconda metà del dodicesimo secolo: Guglielmo, arcivescovo di Tiro (morto nel 1186 ca), Michele il Siriano, patriarca giacobita di Antiochia (morto nel 1199) e Walter Map, arcidiacono di Oxford (morto tra il 1208 e il 1210). Di questi di gran lunga più importante è Guglielmo di Tiro, in quanto nato attorno al 1130, trascorse in Terra Santa gli anni tra il 1146 e il 1165. Egli investigò gli eventi occorsi, tuttavia dà dei Templari una  visione distorta, probabilmente a causa di una probabile avversione sorta a causa dello sfruttamento dei privilegi che i Templari avevano e che egli giudicava iniqui. Michele il Siriano è giudicato da molti poco attendibile in quanto descrive fatti che esulano dalla sua esperienza e distanti dal suo tempo, mentre Walter Map, è da molti ritenuto prediligere il buon racconto più che l’indagine storica. Pertanto l’unica fonte rimane Guglielmo di Tiro il quale ci narra  che nel 1118 alcuni nobiluomini di stirpe cavalleresca, devoti, pii e timorati di Dio, tra i quali  Hugo de Paganis e Gaufredus de Santo Ademaro fecero voto di povertà castità ed obbedienza davanti a Varmondo di Picquigny, patriarca di Gerusalemme. La loro vita si modellò sulle norme dei “canonici regolari” di Gerusalemme ai quali all’epoca erano legati seguendo la regola di S. Agostino. Pur tuttavia i cavalieri all’epoca erano dei laici, non ancora un Ordine, e come tali non portavano abito. Nei primi anni della loro esistenza, quindi, i Templari rimasero nello stato di “penitenti laici”. Successivamente  Baldovino II, divenuto re di Gerusalemme nel 1118 a Pasqua, offrì loro una sede all’interno del proprio palazzo, nell’ala sud del Tempio del Signore, conosciuto come il Tempio di Salomone. A quel tempo il re Baldovino II risiedeva presso la moschea di al - Aqsa, nella parte meridionale dell’Haran as - Sharif o Spianata del Tempio, e, si trasferirà in seguito nel nuovo palazzo presso la Torre di Davide, lasciando ai Templari l’utilizzo del vecchio palazzo e delle vaste scuderie. Non è chiaro nel racconto di Guglielmo di Tiro chi originariamente abbia avuto l’idea di impiegare questi cavalieri, che si erano  consacrati al servizio di Dio, per la protezione dei pellegrini che da Gaza si recavano a Gerusalemme. È probabile che al momento in cui si rivolsero a Baldovino II essi avessero già assunto quella caratteristica distintiva assegnata loro dal Patriarca e dagli altri vescovi in remissione dei propri peccati e consistente nel difendere i percorsi dei pellegrini e le strade maestre infestate da ladri e assalitori. Michele il Siriano, di contro, sostiene che fu lo stesso Baldovino, conscio delle deficienze esistenti nelle sue difese a chiedere a Ugo de Payns e  ai suoi  30 cavalieri, di assumere un ruolo più attivo quale la difesa delle strade dai predoni attorno al 1119.

Pertanto, dalle narrazioni di Guglielmo si evince che il nucleo iniziale dei Templari era costituito da soli 9 cavalieri e che loro origine si colloca tra il 1118 e il 1119. Si apprende inoltre che il loro riconoscimento quale Ordine avvenne  dopo nove anni (nel 1128). Tuttavia, tenendo conto delle recenti ricostruzioni dei fatti storici e di alcune fonti  documentali, tale data potrebbe addirittura collocarsi tra il 14 Gennaio e il 13 Settembre 1120. Secondo quanto afferma Guglielmo di Tiro, nonostante il sostegno del patriarca e del re Baldovino, i Templari ebbero scarso successo : in nove anni non reclutarono nessun nuovo cavaliere e versavano in uno stato di indigenza tale da indossare abiti donati da persone pie. Se vi si aggiunge poi che Fulcherio di Chartres narra che i Franchi non disponevano di risorse sufficienti a preservare il Tempio di Salomone dal decadimento, se ne deduce che l’area adiacente occupata dai Templari avrà dimostrato lo stesso aspetto cadente. L’impegno assunto dai cavalieri era logorante e pericoloso, tanto che fra di essi affiorano in quel periodo segni di cedimento morale e venne meno la fiducia nella legittimità della loro missione, indice di reali difficoltà.

In seguito gli esordi umili e poveri dei cavalieri templari comparvero come elementi costitutivi della tradizione dell’Ordine come si evince dal sigillo che mostra due cavalieri in groppa ad un unico cavallo. L’ideale della povertà dei nove cavalieri originari era ancora presente nella memoria dell’Ordine intorno alla metà del tredicesimo secolo. Esso non cesserà mai di considerare come casa generalizia il Templum Salomonis, loro sede originaria  e da cui deriva il  nome di  Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, con il quale erano conosciuti. (Il Templum Salominis verrà poi raffigurato anche nel loro sigillo).

Quella dell’Ordine Templare è una creazione sicuramente molto originale, perché chiama cavalieri secolari a mettere le loro attività al servizio di chi ha bisogno di essere difeso, conciliando la vita militare a quella religiosa, sovvertendo quella che era una delle più radicate concezioni dell’epoca feudale: la divisione della società in tre ordini : gli oratores, (il clero), i bellatores (guerrieri) e laboratores (tutti quelli che lavoravano). Tali ordini erano ben distinti e, fino alla nascita dei Templari le prime due classi resteranno assolutamente divise e contrastanti. La riunione dei due ordini più importanti, porterà non solo modifiche sociali rilevanti, difficilmente accettate agli inizi, ma anche benefici quali la riduzione del problema della violenza della cavalleria e la difesa della Terra Santa da poco riconquistata.

Nel 1126 due membri della nuova comunità intrapresero un viaggio in Francia per pregare Bernardo di Clairvaux di redigere per loro una regola: erano Andrea di Montbard, zio di Bernardo da parte di madre, e Gundemaro. Nell’Autunno del 1127 Ugo di Payns andrà a Roma per perorare al Papa Onorio II, il riconoscimento ufficiale della Chiesa. Da recenti ricerche risulta che nel 1128 Ugo di Payns stesso si recò al sinodo provinciale di Troyes, per consigliarsi in merito alla nuova comunità e per presentare un progetto di regola che doveva essere sottoposta al papa e al patriarca di Gerusalemme. Durante il Concilio tenutosi il 13 Gennaio 1128, sotto la presidenza del legato pontificio Matteo d’Alban, alla presenza degli Arcivescovi di Sens e Reims, dei Vescovi di Troyes e di Auxerre, di numerosi abati tra i quali quello di Citeaux, Stefano Harding, e molto probabilmente Bernardo di Clairvaux (la cui reale presenza è stata da molti contestata), Ugo de Payns descrive la fondazione, espone gli usi che segue con i compagni e chiede il riconoscimento della Chiesa. In tale momento fu redatta la prima regola, attribuita a Bernardo di Clairvaux. Da Daillez apprendiamo che tra questa prima stesura di regola a quella definitiva intercorsero in realtà numerose versioni: secondo la storiografia recente si parla di almeno tre livelli,  il progetto di Ugo che egli stesso portò al concilio di Troyes, la versione risultante dagli esiti delle consultazioni che si tennero a Troyes e dai suggerimenti di Bernardo di Clairvaux e i supplementi del Patriarca Stefano di Gerusalemme. La nuova regola, per influsso di Bernardo, risultò modellata su quella benedettina e, in ultima analisi, risulta permeata più da principi di tipo monastico che cavallereschi. La regola templare ci è pervenuta nella redazione latina e in quella francese. Daillez, in base ad accurate ricerche, ritiene che la più antica sia la redazione latina della quale sottolinea la somiglianza con lo scritto di Bernardo “De Laude Novae Militiate”, splendida opera scritta per l’Ordine del Tempio.

Per visionare il significato e il contenuto dell’opera clicca sul tasto Il Mito

I passi essenziali della regola trattano della disciplina ed esortano alla semplicità della vita, mettono in guardia da un esagerato concetto dell'onore e dal rivaleggiare per tale motivo. Nella regola vengono proibiti il giuoco degli scacchi, dei dadi, la caccia, la falconeria, la presenza di attori e giocolieri, i poemi e laudi carnascialeschi, sono bandite le espressioni sconce o il riso frenato e vengono date minuziose disposizioni sugli ornamenti, i cavalli e l'arte bellica. E’ assai inverosimile che queste ultime siano uscite dalla penna di Bernardo, sembrano essere scaturite dall'esperienza delle lotte contro i Saraceni di Ugo di Payns stesso. I Templari non erano un Ordine monastico votatosi all'ideale della cavalleria crociata, erano un Ordine cavalleresco che aveva tratto le sue norme di vita dalla regola di un Ordine monastico. La forza che li animava era l'ideale devoto ai crociati: la consapevolezza di essere guerrieri di Dio, non la pietà monastica. Questo tratto accomuna i Templari agli altri Ordini cavallereschi medioevali : per tutti era elemento essenziale.