|
|
Ricerche Templari L'Organizzazione |
|
La Rete delle Fondazioni
Negli scritti troviamo spesso accanto ai nomi dei cavalieri il loro specifico ruolo all'interno dell'Ordine. Pagano di Montdidier, ad esempio, fu nominato “Maestro di Francia” che a quell'epoca significava dei territori della lingua d'Oil e d'Inghilterra. La provincia d'Inghilterra, si costituì più tardi, quando le donazioni localmente si fecero più numerose. Nel 1143 Pietro di Rovira assunse il titolo di “Maestro della Provenza e parte della Spagna” ancora portato nel 1196 da Arnoldo di Claramont (per Spagna deve intendersi Aragona e Catalogna). I due primi nuclei furono Catalogna e bassa Linguadoca la diffusione avvenne in direzione della Provenza; la commenda di Richerenches, vicino a Valréos, venne fondata nel 1136, in Italia molte case continuarono a dipendere dal Maestro di Provenza anche quando fu creata la provincia di Lombardia. La provincia di Aragona corrisponde alla già menzionata provincia di Provenza. Più tardi il numero delle province cresce soprattutto perché alcuni aggregati più grandi si dividono: la provincia d'Inghilterra, con Irlanda e Scozia, si rende autonoma dalla Francia, mentre altrettanto non fanno Normandia e Borgogna anche se sovente queste vengono indicate come province. Il caso più significativo è costituito dall'evoluzione delle province meridionali che ha fatto pensare che i Templari, preoccupati di farsi comprendere bene nei paesi dove trovavano benefattori, abbiano organizzato i loro possedimenti secondo criteri linguistici. All'interno dell'area provenzale le differenze linguistiche comportarono, successivamente, l'emancipazione del Poitou che riunì i territori situati a ovest della Garonna (e quindi Guascogna) e quella di una provincia Limosino - Alvernia a partire dal 1180-1190 ed infine condussero, verso il 1240, alla separazione della Provenza, organizzata intorno alla potente magione di Saint - Gilles - du - Gard, dall'Aragona con la Catalogna e il Rossiglione. Il manoscritto barcellonese della regola, redatto verso il 1266, fu forse steso per i Templari di questa zona linguistica. Questo tipo di politica sembrerebbe corrispondere al grado di cultura dei Templari, pochi dei quali conoscevano il latino e si esprimevano, per lo più, in lingua volgare. Altre province derivavano la loro nascita dall'espansione delle attività dell'Ordine come nel caso di Germania e Lombardia che in realtà è l'Italia del nord. In Spagna, i progressi della "reconquista" portarono alla formazione di due aggregati distinti a partire da un unica provincia: da Leon - Castiglia - Portogallo a Portogallo e Leon - Castiglia. Nel XIII secolo la conquista di Cipro e il volgersi delle guerre crociate verso Costantinopoli, l'importanza crescente della piccola Armenia (Cilicia) ebbero come conseguenza la creazione di nuove province. Alla testa di queste circoscrizioni troviamo un Maestro, talora chiamato Gran Maestro, ministro, precettore, procuratore o commendatore. La differenza terminologica è fonte di confusione che si ripercuote sui gradini inferiori delle commendatorie, dei precettorati, delle circoscrizioni, ossia delle province con struttura più o meno gerarchica. La provincia di Francia comprendeva, ad esempio, ben 5 precettorati che talvolta vengono chiamati province: Normandia, Ile de France, Piccardia, Lorena, Champagne - Borgogna. A capo di ciascuna vi era un precettore che va distinto dal "Maestro di Francia" suo superiore gerarchico. Le relazioni tra province occidentali e casa madre in oriente non furono facili lo dimostra il fatto che nel XIII secolo era stato nominato un “visitatore delle zone al di qua del mare”, luogotenente o rappresentante del Maestro e incaricato di controllare l'insieme delle province occidentali. Tuttavia quando la provincia di Provenza e di una parte della Spagna fu divisa nelle province di Aragona e di Catalogna, quest'ultima fu posta sotto la diretta autorità del “Maestro del Tempio di Gerusalemme”. Pare che si siano volute separare, dal punto di vista amministrativo, le province “combattenti” (Terra Santa e Spagna) da quelle che costituivano, invece, il "vivaio" dell'Ordine. L'organizzazione templare di base è denominata “commenda” o “magione”. Quest'ultima, però, non è un centro unico: è una circoscrizione con una casa - madre, un capoluogo e delle frazioni. Si ritrova anche qui grande confusione terminologica e spesso una modesta casa templare diviene, per errore, una sontuosa commenda. Una domanda viene spesso posta :quante erano? Alla fine del XIII secolo Matteo Paris, cronista inglese, scrive “I Templari hanno 9.000 manieri nella cristianità, ma gli Ospitalieri ne hanno 19.000, oltre ai benefici e ai vari redditi che riscuotono dai loro frati”. Di solito le cifre di Matteo Paris sono considerate attendibili da moltissimi autori, non pare così al Demurger che giudica in questo caso, troppo alte tali stime a meno di non voler considerare commenda anche il più piccolo vigneto o il più piccolo agglomerato di case. Il Parker enumera al momento dello scioglimento dell'Ordine, in Inghilterra, 40 commende di cui 10 nello Yorkshire e 5 o 6 nel Linednshire. Forey ne conta 32 in Aragona e Catalogna, 2 in Navarra. La contea di Provenza ne ebbe una quarantina. Il Dailliez ne conta complessivamente 1.170 per il territorio dell'attuale Francia. Una suddivisione più regolare dei territori fu possibile mediante una politica di scambi e acquisti di terre. In occidente gli obiettivi del Tempio erano due: reclutare uomini e sfruttare i propri possedimenti. Era importante quindi che si creasse una fitta rete di case templari in modo da evitare distanze troppo grandi tra il centro delle proprietà e gli agglomerati periferici o rurali. A Douzens, ad esempio, il patrimonio si costituì con 4 donazioni successive: Douzens e Brucofel nel 1133, Sainte - Marie - du - Corts nel 1136, Saint - Jean - du - Carrière nel 1153; altre si aggiunsero successivamente. Sulla base di tali donazioni si organizzarono verso il 1150 -1160 due commende, situate nella valle dell'Aude: Douzens e Carcassonne, a valle la commenda di Narbona a 40 Km da Douzens. Poco più tardi Cours e Saint - Jean - de - Carrière assunsero il rango di commenda subordinata: Isarn de Molières nel 1162 e Pietro di Padern nel 1169 ne furono i “procuratori” o “commendatori” o “praeceptor”. In Aragona i primi conventi furono creati nei Pirenei e a mano a mano che procedeva la conquista i sovrani affidavano ai Templari la difesa delle zone che occupavano. Da prima furono le stesse commende del Nord a farsi carico di tali beni e dei castelli concessi: quello di Alfambora sede dell'Ordine di Montyoie nel 1196 fu amministrato dal commendatore di Novillos, poi, nel 1201 fu nominato un commendatore subordinato. Una rete di insediamenti a scacchiera esisteva anche in Oriente. Le esigenze militari e strategiche imposero precisi criteri nella scelta delle località dove fondare castelli, case e proprietà rurali. I rapporti tra Gerusalemme e i vari insediamenti erano studiati; i Templari avevano tracciato una carta della Terra Santa con tappe di vivaio di un giorno: tali tappe si concludevano a una commenda, o a una casa del Tempio, oppure a un terreno da bivacco munito di pozzi , dove il distaccamento templare potesse creare il proprio “albergo”, il proprio accampamento. In tale scacchiera certi luoghi erano privilegiati: la ragione di ciò è evidente in Terra Santa dove gli Stati Latini occupavano una sottile striscia di terra tra mare e deserto; le installazioni militari degli Ordini delimitavano da nord a sud, la costa (Tortosa, Chateau Pelèrin) e le valli dell'interno, l'asse Oronte - Litani - Giordano (Safed); i guadi del Giordano e i passi che attraversavano le montagne del Libano furono anch'essi punti d'insediamento (il Catelet del guado di Giacobbe, il Krak des chevaliers degli Ospitalieri) in Spagna e Portogallo la frontiera tra regni cristiani e stati Musulmani rese obbligatorie le scelte dei Templari. In tutte le altre terre della cristianità i Templari si insediarono di preferenza lungo le maggiori vie di transito. Numerose case si trovavano sui percorsi che uniscono le Fiandre e la Champagne. Intorno al 1160 nella lista delle province dell'Ordine, che si trova nella Regola, appare anche l'Ungheria, regione che doveva essere necessariamente attraversata da quei crociati che non intendevano compiere la traversata del mare per andare in Terra Santa. Sono notevoli anche le donazioni fatte in Liguria a Ventimiglia, Albenga, Savona e nella regione del porto di Genova. Nell'Italia settentrionale si ha notizia di una sede a Milano dal 1134, ma, il ruolo principale era sostenuto dal convento di Piacenza fondato prima del 1160. Di qui le fondazioni Templari si propagavano lungo le strade della valle padana (Bologna) e poi lungo le vie costiere della Romagna e dell'Italia del sud. Anche le strade che andavano dai passi alpini verso Genova o Venezia erano munite di commende Templari. Insediamenti Templari si diffusero anche lungo le grandi vie dei pellegrinaggi occidentali, specialmente i “Camini di san Giacomo”. Presenti sui due versanti dei Pirenei Ospitalieri e Templari costruirono rifugi ai piedi delle colline e, nella zona di Luz e di Gavarnia, i Templari tornarono a proteggere i pellegrini che si recavano a Santiago de Compostela. La commenda di Saint - Gilles du - Garde diventerà importante proprio perché era una delle ultime tappe prima di Marsiglia per i pellegrini che si recano a Gerusalemme e, anche perché, si trovava all'inizio della strada che partendo dalla Linguadoca giungeva a Compostela attraverso una rete fitta di fondazioni Templari. In Bretagna le magioni di Nantes e del’Ile - Aux - Moines nel golfo di Morbhan, erano poste al punto d'imbarco dei pellegrini di San Giacomo. Questa diramazione di insediamenti si allargava partendo da qualche centro importante, per lo più lungo le vie di comunicazione: i Templari di Daz erano avanzati lungo il Gave de Pau. Anche il caso della Provenza rispecchia tale ottica: l'espansione della commenda di Richerenches, fondata nel 1136, raggiunse Orange, Roax e Saint Gilles verso il 1138 e Arles tra il 1138 e il 1140. Ciascuna di queste località divenne a sua volta un centro di diffusione: Saint Gilles dirigeva una decina di commende subordinate. Richerenches e Arles si trovava al punto di partenza di due direttrici parallele lungo le quali l'Ordine si espandeva in direzione Est: la prima da Richerenches portava a Sisteron, a Digne, ad Entrevaux e a Rigaud; la seconda univa Arles con Aix, Lorgues, Ruou e ai porti di Tolone e Hjéres. Le due direttrici si riunivano nella contea di Nizza dove erano situate le importanti commende di Biot, Grasse e Nizza. Queste fondazioni, che nacquero una dopo l'altra, richiesero un continuo riassestamento dell'organizzazione generale delle commende Templari. Le fondazioni di Tiveret, nell'Herault (legata alla commenda di Lodeve, subordinata a quella di Sainte - Eulalie - du - Lazarc), in una carta del 1184 appare importante e prospera, poi, avendo perso importanza venne riunita alla residenza di Pézenas. La suddivisione a scacchiera del territorio e l'agilità dell'organizzazione favorirono una rapida mobilitazione delle risorse materiali e umane dell'Ordine a favore della Terra Santa, obiettivo ritenuto sicuramente molto importante. Si sono potuti così denominare ben 29 case del Tempio nei limiti del mezzogiorno provenzale, distribuite nelle regioni naturali del paese: 7 al nord della Bassa Durance, che aveva visto il loro primo possedimento a Richerenches, sette nel Basso Rodano, tre nella regione dell'Aix - Marseille, tre nella valle della media Durance, cinque nella Provenza centrale da una parte all'altra della valle de l'Argens, quattro infine nelle Alpi Marittime. L'importanza di questa Magione di Provenza era grande non solo per questi possedimenti che si estendevano su tutta la Languedoc e anche al di là, ma anche in ragione stessa dell'importanza che la Valle del Rodano assumeva per il traffico del tempo e per il porto di Marsiglia divenuto soprattutto alla fine del XII secolo uno dei porti di imbarco favoriti dai crociati e pellegrini. Difficoltà si erano sollevate nella Casa del Tempio a Marsiglia tra Templari e armatori della città. Un accordo tra la municipalità e i due Ordini militari dei Templari e degli Ospitalieri autorizzava questi nel 1234 a far partire 2 volte l'anno in Aprile e ad Agosto un naviglio di ciascun Ordine in direzione della Terra Santa a condizione che questa nave non caricasse più di 1500 passeggeri. Tuttavia, in Provenza come nelle altre regioni d'Occidente, sono le risorse della terra, lo sfruttamento di territori particolarmente ricchi e fecondi che costituirono la più importante risorsa delle commanderie del Tempio. Nell'alta Provenza in particolare, le loro commanderie si svilupparono in direzione degli alpeggi su strade di transumanza praticate fino ai nostri tempi. I possedimenti delle 29 commanderie analizzate si ripartivano in 200 comuni o circoscrizioni. Ci si può rendere conto d'altra parte del modo in cui funzionavano queste case rurali che costituivano la quasi totalità dei beni dell'Ordine del Tempio grazie ai conti che ci sono pervenuti. Un fortunato caso ci ha permesso di avere l'inventario dei beni della Commanderia de Payns nella diocesi di Troyes. Si possiede l'inventario dei beni trovati nella commanderia all'epoca dell'arresto nel 1307 e dall'altra parte i conti del registratore che fu nominato Thomas de Savières. Questi documenti, che sono stati pubblicati ricostruiscono la vita di una casa rurale, umile punto di partenza delle risorse utilizzate dall'intero Ordine. Thomas de Savières, che prese possesso dello incarico il 13 settembre 1308; succedeva a Jean de Hulles agente reale nelle mani del quale la casa del Tempio era stata messa dopo il loro arresto il 13 ottobre 1307. Si possiede l'inventario dei beni e la gestione degli stessi durante lo spazio di un anno.
Struttura Territoriale e Gerarchia Templare
La struttura base dell'organizzazione templare era chiamata “domus”, “magione” o “precettoria”. Il Templare responsabile della conduzione e di quanti dimorano nella casa era il “precettore”. Vi erano precettorie maggiori e minori: quelle minori erano in genere, situate in zone rurali e avevano alle loro dipendenze “grange” o fattorie. La precettorie maggiori erano quelle poste in città e che avevano alle loro dipendenze altre case. L'insieme di più precettorie formava la “balia”, più balie costituivano una “provincia”. A capo delle “domus”, grandi o piccole che fossero, e delle “balie” spettava il titolo di “precettore” (preceptor), a quelli preposti alla guida delle provincie competeva il titolo di “Maestro provinciale” (magister provincialis). Sopra a tutti c'era il “Maestro generale” dell'Ordine (magister generalis) conosciuto come “Gran Maestro” perché così tramandato, impropriamente da molti storici. La suddivisione dell'Ordine del Tempio in Province non fu sempre uguale: mutò nel corso degli anni e con l'accrescimento dei possedimenti. La prima provincia ad essere costituita fu nel 1130 la Francia e il suo Maestro provinciale fu Payen de Montdidier, compagno di Hugues de Payns. Fino al magistero di Bertrand de Blanquefort (1156-1169), sesto Maestro generale, non vi fu un assetto territoriale ben definito. Egli si rese conto che il moltiplicarsi degli insediamenti europei non consentiva più, a ogni singola casa del Tempio, di fare riferimento al solo Maestro in Terra Santa. Le donazioni ci danno esempi da cui si può dedurre che i possessi Templari in Occidente iniziarono ad essere raggruppati in entità territoriali, dette poi province ( dopo il 1160). Troviamo infatti donazioni fatte ai seniores de Templo Domini de Jherusalem, al servus Dei et Miliciae Templi in Aragona, ai ministri in Inghilterra e Aquitania e ai missi de templo de Jerusalem in Italia. Durante il Magistero di Bertrand de Blanquefort si trovano i primi documenti con citazioni di “preceptor" riferentisi a una provincia. A capo di ognuna di queste provincie vi era un precettore con ampia autonomia decisionale, controllato da un procuratore generale, poi da un visitatore cismarino che potremmo definire, grossomodo, un Maestro d'Occidente. Questi però, a differenza del “magister generalis” che risiedeva in Oriente nella casa madre di Gerusalemme, era itinerante e con compiti essenzialmente di controllo. La gerarchia templare, come descritta negli articoli della regola ( versione francese) è la seguente: Maestro (Art.77-80), Siniscalco (Art.99-100), Maresciallo (Art.101-103), Commendatore del Regno di Gerusalemme (Art.110), Commendatore della Città di Gerusalemme (Art.120-124), Commendatore di Tripoli e di Antiochia (Art.125-126), Drappiere (Art.130-131), Commendatore delle Case (Art.132-136), Commendatore dei Cavalieri (Art.137), Fratelli cavalieri e sergenti del Convento (Art.138-141), Turcopolerio “Turcoples” o “Turcopoles” (Art.169-172), Sotto - Maresciallo (un sergente) (Art.173-176), Gonfaloniere (un sergente) (Art.177-179), Fratelli Sergenti commendatori delle case (Art.180), Fratelli Domestici (frères casaliers) (Art.181), Fratelli infermieri (frères infirmiers ) (Art. 190-197). Nel loro insieme, i ranghi, e in special modo i cinque ranghi più alti, corrispondevano alla gerarchia feudale dell'Europa medievale. La distinzione tra cavalieri e sergenti è quella di maggiore rilevanza, anche nei casi in cui i sergenti, per mancanza di cavalieri in una piccola casa, o per loro qualità personali, occupavano posti apparentemente uguali a quelli dei loro "fratelli cavalieri". Man mano che l'Ordine si espandeva in tutta Europa si moltiplicavano le anomalie nei titoli e nei ranghi, tanto che non sembra esserci stata una norma d'applicazione universalmente valida per titoli come quello di Commendatore. La confusione riguardante l'attribuzione dei titoli aumentò durante il secolo XII. Con l'istituzione della flotta si svilupparono altri ruoli e, di conseguenza, altri ranghi come quello di “commendatore della flotta” simili a quello in uso tra gli Ospitalieri. Al centro di questa immensa struttura, i Cavalieri Templari, erano solo una minoranza che rappresentava un'élite militare. L'intero Ordine, a partire della gerarchia, la finanza, l'agricoltura, fino al reclutamento, era finalizzato ad un unico scopo: il mantenimento di questo corpo ben equipaggiato e ben preparato di cavalieri pronti ad ogni momento ed entrare in azione. Il rapporto tra fratelli e cavalieri era circa di 10 a 1 come stima il Lea traendolo dai dati in suo possesso.
|